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Storie di donne, letteratura di genere/ 323 – Di Luciana Grillo

Marieke Lucas Rijneveld: «Il disagio della sera» – Un sorprendente romanzo d'esordio che conduce il lettore fino in fondo

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Titolo: Il disagio della sera
Autrice: Marieke Lucas Rijneveld
 
Traduttore: Stefano Musilli
Editore: Nutrimenti 2019
 
Pagine: 251, Brossura
Prezzo di copertina: € 18
 
Arriva dall’Olanda questo romanzo disperato e tenero scritto da una giovane “promessa” che si è cimentata anche nella poesia e che viene considerata il miglior talento letterario dei Paesi Bassi, già tradotta con successo in molte lingue e apprezzata in tanti Paesi.
La vicenda è ambientata in una fattoria, la protagonista è una bambina di dieci anni che vive insieme alla mamma, a due fratellini e a una sorella a stretto contatto con la natura e con le mucche allevate da suo padre.
Si avvicina il Natale, si pensa all’albero da addobbare, quando una terribile disgrazia si abbatte su questa famiglia: la morte di un figlio, Matthies, il fratello di Jas che, sconvolta da tanto dolore, non sa piangere. Indossa il giubbotto del fratello e non lo toglierà più, nemmeno per dormire.
 
Guardando suo fratello nella bara, avrebbe voluto che i suoi occhi fossero aperti «così sarei stata sicura di non dimenticare il colore dei suoi occhi, così nemmeno lui avrebbe dimenticato me»; si illude di ritrovarlo un giorno, «anche se per riuscirci dovremo fare un lungo viaggio».
La vita dei tre bambini va avanti, frequentano la chiesa, vanno a scuola, aiutano i genitori nell’allevamento del bestiame, si occupano di rospi e rane che attraversando la strada verso il lago sono «sparsi come tovagliette sull’asfalto».
E dunque, armati di secchi e lampioni, con altri ragazzi e con dei volontari, giunti sulla riva del lago, liberano gli anfibi nell’acqua.
 
Di notte, però, Jas scopre «le preoccupazioni dentro di me… la tengono sveglia, sembrano crescere… fisso il soffitto per ore».
Insieme al dolore per l’assenza di Matthies, Jas è preoccupata per la mamma che <La mamma «non può prendersi nemmeno un giorno libero dalla sofferenza: se lo facesse si sentirebbe in colpa…».
 
E intanto il «giaccone rosso continua a sbiadirsi come l’immagine che ho di Matthies…» del fratellino di cui in casa non c’è neanche una foto.
Jas sente il peso della morte «che incombe sulla fattoria come la puzza soffocante dopo un giorno in cui si è dato il concime», soffre nel vedere i suoi genitori assenti, pensa che lei e i suoi fratelli Hanna e Obbe si siano smarriti «e non c’è nessuno a cui chiedere la strada», avverte un peso sul cuore, «la nonna dice che se preghi il cuore ti diventa meno pesante, ma il mio continua a pesare trecento grammi… abbiamo bisogno di un salvatore. Di qualcuno che ci porti via da questo paese assurdo, da papà e dalla mamma, da Obbe, da noi stesse».
 
Il dolore, la solitudine, il senso di abbandono non lasciano mai Jas, che sembra sprofondare in una follia da adulta, senza remissione. Vuole andare all’altra riva con Hanna, vuole vedere e sentire l’arrivo della morte che «in genere annuncia il suo arrivo, ma spesso siamo noi a non voler vedere o sentire».
In casa l’atmosfera è sempre più cupa, «Cresciamo con La Parola, ma nella fattoria le parole mancano sempre più spesso>»: la mamma che «una volta cantava… a voce così alta… adesso ascolta solo “Il paniere musicale”, il programma alla radio che trasmette salmi, inni e canti religiosi su richiesta», il papà assiste impotente all’eliminazione delle mucche ammalate, Obbe bestemmia e vomita, le due ragazzine, sempre più sole, si avventurano anche in giochi proibiti.
 
Jas è scossa dal silenzio, «la maggior parte delle conversazioni ha luogo nella mia testa», vorrebbe essere amata, «per un istante spero che papà venga da me e mi abbracci così forte da farmi sentire i bottoni della sua tuta sulla guancia…» e va incontro con testarda volontà al suo destino.
Questo è un romanzo duro, cupo. La storia è drammaticamente reale, il finale è come un pugno nel petto di chi legge.
Eppure, oltre il dolore, lascia il senso della tenerezza e dell’amore fraterno. E ricorda a noi adulte e adulti le nostre responsabilità nei confronti dei bambini e degli adolescenti.

Luciana Grillo – l.grillo@ladigetto.it
(Puntate precedenti)

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